
Alessia Guttadauro · 8 Settembre 2026
Journal — Persona
L'equilibrio è la chiave
Quando ciò che fa bene può diventare una causa di malattia.
In Medicina Tradizionale Cinese la salute non è uno stato perfetto da raggiungere una volta per tutte.
È, prima di tutto, una questione di equilibrio.
Equilibrio tra attività e riposo, tra ciò che introduciamo e ciò che consumiamo, tra alimentazione, lavoro, attività fisica, sessualità, emozioni e ambiente.
E c'è un aspetto ancora più importante: questo equilibrio non è uguale per tutti.
Quello che per una persona è sufficiente, per un'altra può essere troppo.
Un esercizio fisico adeguato per chi conduce una vita sedentaria potrebbe essere insufficiente per chi svolge un lavoro fisicamente impegnativo. Allo stesso modo, ciò che rappresenta un eccesso alimentare per una persona può essere adeguato per un'altra, in funzione del suo dispendio energetico e delle sue condizioni.
Per questo non esiste, nella visione della MTC, un modello rigido di salute a cui tutti dovrebbero conformarsi.
Esiste la persona. La sua costituzione. La sua condizione fisica e mentale. Il momento della vita che sta attraversando. Il suo modo di alimentarsi, lavorare, muoversi, riposare. E l'ambiente in cui vive.
Quando l'equilibrio si perde
Qualsiasi alterazione che si protrae nel tempo può diventare un fattore di disarmonia.
Può essere troppo: troppo lavoro, troppo esercizio, troppa attività sessuale, troppo cibo, un'esposizione prolungata a condizioni climatiche estreme.
Ma può essere anche troppo poco: troppo riposo, poca attività fisica, un'alimentazione insufficiente o una scarsa capacità di recupero.
Il punto, quindi, non è stabilire quanto sia "giusto" fare in assoluto. È capire quanto è giusto per quella persona.
Ed è proprio qui che l'equilibrio diventa qualcosa di dinamico: cambia con la costituzione, con l'età, con il momento della vita e con ciò che ci sta accadendo.
Prima comprendere la disarmonia, poi cercarne la causa
Questo principio cambia anche il modo di osservare un disturbo.
Se una persona arriva con un dolore addominale, il primo passo non è necessariamente chiedersi perché lo abbia. Prima occorre capire che cosa sta succedendo.
Nella logica diagnostica della MTC si cerca quindi di identificare la sindrome in atto: potrebbe trattarsi, per esempio, di una stasi del Qi del Fegato, di Freddo nell'Intestino o di Umidità-Calore nell'Intestino.
Solo dopo aver definito il quadro si cerca di comprenderne la causa. E qui entrano in gioco le domande sulla vita della persona: alimentazione, emozioni, lavoro, attività fisica, sessualità, abitudini e condizioni ambientali.
Perché una stessa manifestazione può avere origini differenti. Una stasi del Qi del Fegato, per esempio, non permette da sola di stabilire se l'origine sia emozionale o alimentare: è la storia della persona a fornire gli elementi necessari.
Prima la sindrome. Poi la causa.
La causa non è sempre da cercare nello stesso posto
L'approccio cambia anche quando la disarmonia è associata a un fattore patogeno esterno.
Se il quadro clinico presenta i segni tipici di un attacco esterno di Vento-Calore, la natura della sindrome può già indicare il fattore responsabile. Non è quindi necessariamente utile ricostruire dove e quando la persona sia stata esposta al vento.
In altri casi, invece, l'anamnesi diventa fondamentale. Se, per esempio, viene identificata una stasi del Qi del Fegato, occorre approfondire la storia personale per comprendere che cosa possa aver contribuito a crearla.
Non si cerca sempre la causa nello stesso luogo: si parte da ciò che il corpo sta mostrando.
Anche il momento della vita conta
La MTC considera importante anche quando una disarmonia è comparsa.
La vita viene convenzionalmente osservata attraverso tre grandi periodi: il periodo prenatale, l'infanzia e l'adolescenza, la vita adulta. Ogni fase presenta vulnerabilità differenti.
Nell'infanzia, per esempio, viene attribuita particolare importanza all'alimentazione e alla funzione della Milza. Durante la pubertà diventano particolarmente delicati i cambiamenti del corpo e della mente, così come l'equilibrio tra attività fisica, alimentazione e attività sessuale.
Per la donna, anche il parto e la menopausa rappresentano importanti momenti di transizione. Sono passaggi in cui ciò che normalmente può essere sostenibile potrebbe non esserlo più.
Per questo la stessa abitudine può avere effetti diversi in momenti diversi della vita.
Le cause della disarmonia
Nella MTC le cause vengono tradizionalmente suddivise in tre grandi categorie.
Cause interne: le emozioni — rabbia, gioia, tristezza, preoccupazione e ruminazione, paura, shock.
Cause esterne: i fattori climatici.
Altre cause: costituzione, sforzo eccessivo, lavoro mentale o fisico, esercizio fisico eccessivo, attività sessuale eccessiva, dieta, traumi, parassiti e veleni, trattamenti errati.
A queste, nella pratica contemporanea, si aggiungono naturalmente fattori che non esistevano quando la teoria della MTC si è sviluppata, come inquinamento, radiazioni e sostanze chimiche presenti nell'ambiente e negli alimenti.
Il principio, però, rimane lo stesso: per intervenire sulla disarmonia è necessario comprenderne l'origine.
L'equilibrio non significa fermarsi
Forse è questo il punto più interessante.
Equilibrio non significa evitare ogni fatica. Non significa riposare sempre. Non significa mangiare secondo regole identiche per tutti. Non significa vivere in condizioni perfette.
Significa adattare. Adattare ciò che facciamo a ciò che siamo.
E riconoscere che anche ciò che normalmente consideriamo positivo — fare sport, lavorare, mangiare bene, riposare — può diventare fonte di squilibrio quando perde la sua misura personale.
La salute, in questa prospettiva, non è qualcosa di statico. È una relazione continua tra noi e ciò che ci circonda.
E forse è proprio questo che rende così attuale un principio antico: non esiste equilibrio senza ascolto.
Da portare con sé
“L'equilibrio non è una misura uguale per tutti. Ciò che nutre una persona può essere troppo per un'altra; ciò che oggi ci sostiene, domani potrebbe non essere più adatto. Per questo stare bene non significa seguire regole perfette, ma imparare a osservare la relazione tra ciò che facciamo e ciò di cui abbiamo bisogno — riposo e movimento, nutrimento e consumo, attività e recupero, emozioni e corpo. La salute non è l'assenza di cambiamento: è la capacità di riconoscere quando qualcosa si è spostato, e ritrovare, passo dopo passo, il proprio equilibrio.”
Se questo articolo ti ha fatto riflettere, sarò felice di ascoltare la tua storia.
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